Qual e’ la differenza tra strumenti di 1ª, 2ª e 3ª generazione?
La 1ª generazione rappresenta il primo tipo di tecnologia usato per la fabbricazione di intensificatori d’immagine. Gli intensificatori di questa generazione sono di qualita’ provata, robusti e dotati di buona risoluzione. La 2ª generazione e’ una versione piu’ avanzata della tecnologia di intensificazione. Gli strumenti appartenenti a tale generazione sono piu’ leggeri e non vanno fuori fuoco sui bordi. La 3ª generazione rappresenta un ulteriore miglioramento della tecnologia: nelle unita’ appartenenti a quest’ultima generazione, l’intensificatore ha una durata leggermente superiore e migliore sono le prestazioni in condizioni di scarsa luminosita’.
Ma quali sono le differenze principali fra la 2ªe la 3ª generazione?
La differenza principale fra le due generazioni e’ il fotocatodo. La 2ª generazione utilizza un fotocatodo a micro canali, mentre alla 3ª generazione e’ stato aggiunta una piastra d’arsenuro di gallio. L’arsenuro di gallio fornisce un aumento significativo nella vita del tubo e nella fotorisposta. Altre differenze nelle prestazioni sono: migliore risoluzione dell’immagine, guadagno del tubo nel penetrare il buio e migliore rapporto segnale/disturbo.
Che cos’e’ la 3ª generazione Ultra?
La 3ª generazione Ultra non e’ altro che l’evoluzione della 3ª generazione. Denominata sui contratti anche OMNI V, essa richiede una risoluzione minima di 64 linee per mm. contro le 45 linee di un OMNI III.
Esiste gia’ la 4ª generazione?
Si’, i due fornitori principali di tubi ad intensificazione di luce notturna, hanno sviluppato un tubo intensificatore denominato “4ª generazione”. Anche se ancora nelle fasi sperimentali, i tubi usano una tecnologia filmless, che migliora notevolmente il rapporto di segnale/disturbo, oltre ad offrire una migliore risoluzione. La disponibilita’ di questi tubi e’ assolutamente “limited”.
Puo’ essere utile un visore di 1ª generazione?
Si’, la 1ª generazione puo’ essere utile nella maggior parte delle situazioni durante le ore notturne. I nuovi dispositivi di 1ª generazione offrono migliori prestazioni in confronto ai prodotti di vecchia data. Questi nuovi strumenti usano generalmente un fotocatodo S-20 e un’inversione elettrostatica per realizzare il guadagno. Possono offrire una risoluzione notevole verso il centro del tubo, mentre i bordi possono essere offuscati. I dispositivi di 1ª generazione sono solitamente economici e possono rappresentare un buon inizio per avvicinarsi al mondo della visione notturna.
Per somiglianza a che cosa posso paragonare un tubo intensificatore?
Tutti i tubi intensificatori, indipendentemente dalla generazione, forniranno un’immagine schiarita, di colore verde, della scena che state osservando. Non c’e’ nessun tubo intensificatore identico ad un altro. A causa dei processi di lavorazione, tutti i tubi intensificatori hanno caratteristiche differenti quali: i piccoli punti neri, il colore del fotocatodo o un diverso effetto visivo dalla piastra a microcanali. La maggior parte dei difetti estetici non si notano durante il normale funzionamento notturno, ma possono essere osservati in determinate situazioni diurne. Questi inestetismi non alterano in nessun modo le prestazioni del tubo, ne’ alterano la capacita’ di effettuare missioni notturne.
Quanto dura il tubo intensificatore?
L’intensificatore e’ come un tubo catodico in un televisore e puo’ durare, all’incirca, dai 5 ai 20 anni. La maggior parte degli intensificatori di 2ª generazione ha una durata che si estende dalle 5.000 alle 6.000 ore, mentre gli intensificatori di 3ª generazione dureranno dalle 7.000 alle 10.000 ore in qualsiasi luogo.
Posso importare in Italia un visore di 2ª generazione?
Non senza un'adeguata autorizzazione rilasciata dal Ministero del Commercio Estero del Paese esportatore, controfirmata dallo stesso Ministero italiano.
Posso riesportare dall’Italia verso un altro Paese un visore di 2ª generazione?
Assolutamente NO. Una volta richiesta e ottenuta l’autorizzazione ad importare in Italia un visore di 2ª generazione, ci si impegna in prima persona a far rimanere il prodotto in questione nel proprio Paese.
Posso acquistare un visore di 3ª generazione?
Assolutamente NO. Tutti i visori che utilizzano tubi di 3ª generazione sono riservati solo a corpi di Polizia ed a enti militari della NATO. Non e’ possibile per un cittadino utilizzare, o solo detenere, un visore notturno di 3ª generazione. La legge in materia e’ molto chiare e severa.
A che distanza e’ possibile vedere?
Molto dipende dal visore che si utilizza e dalle condizioni esterne in quel momento. Sfruttando la luce stellare, uno strumento di intensificazione di luce notturna con tubo di 1ª generazione puo’ individuare un movimento a circa 150 metri, mentre il raggio di riconoscimento non supera i 50/80 metri.
A che distanza e’ possibile sparare con un cannocchiale ad intensificazione di luce notturna?
Con un cannocchiale ad intensificazione di luce notturna dotato di un tubo di 1ª generazione si consiglia un tiro massimo non superiore ai 50/60 metri. Le cose cambiano se si utilizza un visore dotato di tubo di 2ª generazione: in questo caso si possono azzardare tiri a volte superiori a 100 metri. Queste distanze sono molto indicative e possono variare a seconda delle condizioni di luce circostante.
E’ possibile montare lo strumento su una macchina fotografica?
Si, anche se lo sconsigliamo. Tramite un apposito anello adattatore e’ possibile montare di fronte all’obiettivo di macchina fotografiche, videocamere o telecamere la maggior parte di strumenti per la visione. I migliori risultati si ottengono, pero’, montando il visore non di fronte all’obiettivo, ma tra l’apparecchio e l’obiettivo stesso. Al fine di ottenere buone prestazioni, nel caso si voglia utilizzare un visore notturno su macchina fotografica o telecamera, e’ consigliabile l’uso di un obiettivo grandangolare, di una pellicola molto sensibile, di un cavalletto o di un qualsiasi altro supporto.
Cosa succede se lo strumento si trova esposto ad una fonte di luce particolarmente intensa?
Due sono le funzioni poste all’interno dei dispositivi. Controllo automatico della luminosita’: in
presenza di una fonte luminosa troppo intensa, tale luminosita’ viene ridotta automaticamente, riportandola ad un livello di sicurezza. L’elemento chiamato protezione da intense fonti luminose, sempre posto all’interno dell’unita’, disattiva il tubo fino a quando la sorgente di luce offensiva lascia il campo visivo. Queste due funzioni lavorano insieme per prevenire qualsiasi tipo di danno all’intensificatore e alla vista.
E’ possibile usare lo strumento in presenza di luce diurna?
Anche se lo strumento e’ dotato di dispositivi di protezione dalla luce (generalmente un tappo di colore nero con un minuscolo forellino), e’ consigliabile evitare di accenderlo durante il giorno, se non per un brevi test di collaudo e messa a punto. L’unita’ NON deve essere usata come strumento diurno/notturno, giacche’ la luce diurna rende l’immagine troppo opaca. Si tratta, del resto, di uno strumento per la visione notturna.
L’ingrandimento puo’ essere modificato facilmente e rapidamente? E’ necessario aprire lo strumento per sostituire l’ottica?
In alcuni casi si’, e’ necessario smontare il visore, ed e’ molto importante considerare la possibilita’ di danneggiamento delle parti interne. In altri casi la sostituzione dell’obiettivo avviene semplicemente svitandolo.
Il mio visore non funziona.
Verificare il corretto inserimento delle batterie. Sostituire le batterie. Controllare i contatti delle batterie assicurandosi che siano puliti e non ossidati. Premere il pulsante con decisione fino in fondo. Controllare che il tappo di protezione sia stato rimosso e che l’eventuale diaframma dell’obiettivo sia sufficientemente aperto.
Noto nel tubo un disegno formato da linee scure e sottili simili a zampe di gallina.
Sui visori muniti di illuminatore IR, accendere quest’ultimo. Nel caso l’illuminatore non sia in grado di rischiarare l’ immagine, provare a sostituire le batterie.
L’immagine all’interno del visore non e’ chiara o poco nitida.
Regolare prima la ghiera delle diottrie e poi l’anello di messa a fuoco dell’obiettivo. Pulire eventualmente le lenti: potrebbero essere sporche o appannate. Controllare di non essere sotto la distanza minima di messa a fuoco; in tal caso aumentare la lontananza tra Voi e l’oggetto osservato. Nel caso in cui l’immagine non fosse ancora nitida, provare a sostituite le batterie. Se il problema persiste, contattate il rivenditore per le istruzioni da seguire.
Vedo all’interno del mio visore piccole macchie nere.
Si tratta di imperfezioni superficiali presenti nel tubo intensificatore. E’ normale che sugli schermi di intensificazione di luce appaiano piccole macchie scure: sono una conseguenza del processo di fabbricazione dei tubi stessi e non impediscono comunque una buona visione.
Quando accendo il mio visore notturno di 1ª generazione, si sente un sibilo.
E’ normale. Un visore notturno che adotta un tubo di 1ª generazione, proprio per come crea l’immagine al suo interno, provoca un leggero sibilo continuo.
Noto all’interno del visore dei flash, sfarfallamento o scatto durante il funzionamento.
Il visore puo’ produrre flash interni quando si trova in un ambiente luminoso, anche se le lenti sono coperte dai tappi di protezione, oppure nei primi minuti di funzionamento in un luogo buio. Se cio’ accade nei primi cinque minuti successivi all’inserimento di nuove batterie, cio’ e’ del tutto normale, poco dopo lo strumento riprendera’ a funzionare regolarmente. Se il fenomeno si verifica invece dopo 10 minuti, contattate il rivenditore per adeguate istruzioni.
Noto all’interno del visore una presenza fissa di immagine a nido d’ape.
Trattasi del disegno a nido d’ape emesso dalle fibre ottiche, accentuato, di solito, in presenza di luci particolarmente brillanti. Su alcuni visori (ove sia possibile) regolare il potenziometro per ridurre la luminosita’.
Lo schermo si oscura in seguito alla comparsa di una fonte di luce brillante nel campo visivo.
La luce della luna o altre fonti di luce come fari o proiettori, se intense, possono causare diminuzione o assenza di visibilita’. Togliete immediatamente il visore dalla luce. Tempo qualche minuto e l’unita’ si preparera’ autonomamente all’uso.
C’e’ della condensa sulle parti del visore.
Il visore puo’ essere impiegato al freddo. Quando pero’ lo si porta in un ambiente caldo, e’ necessario attendere cinque ore circa (non minuti) prima di poter impiegare lo strumento alla nuova temperatura.
Regole – Cosa fare o non fare
I visori notturni sono stati progettati e realizzati per l’osservazione di notte. E’ sconsigliabile utilizzarli di giorno o in presenza di molta luce, primo perche’ non c’e’ necessita’, secondo perche’ in questo modo il tubo intensificatore si potrebbe rovinare in modo irrimediabile. Se proprio la necessita’ di utilizzo in piena luce si fa impellente (es. per tarare un cannocchiale), assicurarsi di aver apposto l’apposito tappo di protezioni di fronte all’obiettivo.
I visori notturni sono strumenti elettronici generalmente alimentati da comuni batterie. Per evitare spiacevoli inconvenienti e’ consigliabile avere sempre con se’ alcune batterie (cariche) di scorta.
Se il visore notturno non dovesse funzionare correttamente neppure dopo aver controllato tutti i punti suggeriti, rivolgersi al proprio rivenditore; in ogni caso non cercare di aprirlo poiche’ oltre ad avere al suo interno un’alta tensione, in fase di assemblaggio e’ generalmente sigillato ed e’ percio’ difficile aprirlo senza danneggiare gli elementi interni.
Fonte:
www.nightvision.itwww.visionenotturna.it